IL BLOG UFFICIALE DEI SEAMEN MILANO

giovedì 17 aprile 2014

Una Pasqua di festa e di speranza.


Fine del primo tempo. Scusate, della prima fase della stagione regolare. Per i Seamen l’uovo di Pasqua è fatto di finissimo cioccolato che ha il sapore di cinque vittorie consecutive, guarnito da 202 punti realizzati oltre che da un crescendo rossiniano culminato nel trionfo del derby. Dopo la delusione dell’ esordio, conseguenza non solo della forza dei campioni d’Italia, ma anche della mancanza di amalgama per i tanti, nuovi volti che compongono il roster, i “Marinai” hanno cominciato a correre e pure a saltare, vedasi il fenomenale balzo di Jonathan Dally, tutti gli ostacoli che il calendario ha posto loro sul cammino. Una rotta che fino ai play off non dovrebbe subire scossoni vista la qualità di un campionato spezzato in due tronconi con la Milano blue navy saldamente inserita nel gruppo d’èlite. Appare fin troppo chiaro che Panthers, Seamen e Giants viaggino a una velocità tripla rispetto alla concorrenza vuoi perché l’apertura a nuove franchigie ha creato una fascia di formazioni che hanno bisogno di tempo per crescere, ci mancherebbe, vuoi perché l’organizzazione e la sostanza tecnica delle tre protagoniste sono, per un usare un eufemismo, superiori alla media. In tale contesto i Seamen meritano una citazione particolare perché il tempo trascorso dalla rifondazione, solo cinque anni, lo rammentiamo, è stato sufficiente per conseguire quattro titoli giovanili, un consistente numero di bowl e la palma di seconda squadra del massimo campionato nel 2013, posizione confermata nella stagione attuale. “Mica pizza e fichi”verrebbe da dire, aggiungendo che i tesserati, nell’arco del lustro sfiorano, tra tutte le categorie, le 500 unità. In un movimento che tarda a decollare disperdendo energie in diatribe sterili e campanilismi esasperati che impongono prima di tifare contro qualcuno e poi d’impegnarsi nello sviluppo delle risorse, ma anche nel quale prima bisogna apparire e poi essere, come suggeriscono le logiche estetiche del terzo millennio, la Milano blue navy risulta titolare d’indubbi meriti che una certa concorrenza non vuole ammettere. Il pensiero di Pasqua non è tuttavia dedicato al particolare, ma all’insieme. Se il football italico saprà superare i frazionismi che originano squadre cloni, laddove c’e’ spazio a malapena per una realtà, se saprà non perdersi in progetti che sono realizzati sul web, ma eternamente incompiuti sul campo, se non proseguiranno le logiche del campanilismo becero che generano guerre intestine, mentre il resto dell’italico popolo ci considera lo sport del sei nazioni, forse, allora, spiccheremo quel balzo in avanti che tarda a giungere ed eviteremo d’assistere a match con scarti epocali. La speranza però si alimenta con la buona volontà, non con le parole. Chissà che l’uovo di Pasqua non porti qualche sorpresa e un po’ di buon senso. Nel frattempo auguri a tutti, che siate pro Seamen o meno. Noi però l’uovo lo coloriamo di blue navy e facciamo festa.

By Roberto Rizza